11_27_2025

Sommario

Questo articolo affronta il tema cruciale della qualità dell’acqua, spiegando come la responsabilità della sua sicurezza sia condivisa tra diversi attori. Viene analizzata la catena di responsabilità: dal gestore dell’acquedotto, responsabile fino al contatore, al proprietario di casa o all’amministratore di condominio, responsabile per l’impianto interno (l'”ultimo miglio”). Con l’introduzione del nuovo D.Lgs 18/2023, viene definita la figura del Gestore della Distribuzione Idrica Interna (GIDI), che ha precisi obblighi di valutazione e gestione del rischio. L’articolo esplora i potenziali pericoli (biologici, chimici, fisici) che possono insorgere nella rete privata e sottolinea come DKR si ponga come partner strategico per garantire la qualità dell’acqua al punto d’uso, offrendo tecnologie e consulenza per l’adempimento degli obblighi normativi.


Apriamo il rubinetto e ci aspettiamo che l’acqua che ne esce sia pura, sicura e di sapore gradevole. Questa fiducia è ben riposta, grazie a un sistema di controlli rigorosi e a normative europee e nazionali che garantiscono standard elevatissimi. Ma chi è esattamente il garante di questa qualità? La risposta è più complessa di quanto si pensi. Il viaggio dell’acqua dalla sorgente al nostro bicchiere è lungo e la responsabilità della sua sicurezza è una catena che coinvolge più anelli, ognuno con doveri precisi.

Con l’entrata in vigore del nuovo Decreto Legislativo 18/2023, che abroga il precedente D.Lgs 31/2001, il quadro normativo si è evoluto, ponendo ancora più enfasi sulla valutazione del rischio e sulla responsabilità nell’ultimo, critico tratto della distribuzione: quello all’interno degli edifici.

Il primo guardiano: il gestore dell’acquedotto

Il primo e fondamentale responsabile della qualità dell’acqua è l’Ente gestore dell’acquedotto. Che si tratti di un’azienda pubblica, privata o di una partnership, il suo compito è garantire che l’acqua rispetti tutti i parametri di legge fino al punto di consegna, ossia al contatore dell’edificio.

Per fare ciò, il gestore è soggetto a un doppio livello di controllo:

  • Controlli interni: sono analisi e monitoraggi che il gestore è obbligato a eseguire regolarmente lungo tutta la filiera, dalla captazione al trattamento, fino alla rete di distribuzione.
  • Controlli esterni: sono le verifiche ispettive e i campionamenti effettuati dalle autorità sanitarie competenti (come le ASP – Aziende Sanitarie Provinciali) per certificare l’idoneità dell’acqua al consumo umano.

Questo sistema assicura che l’acqua che arriva al nostro contatore sia salubre e sicura. Ma il suo viaggio non è ancora finito.

qualità dell'acqua chi è il responsabile?

L'”ultimo miglio”: il tratto critico dove la qualità può cambiare

Dal contatore al rubinetto inizia quello che si chiama l'”ultimo miglio”: l’impianto idrico interno all’edificio. La responsabilità per questo tratto è del proprietario dell’immobile o, nel caso di condomini e locali pubblici, del loro gestore. È ormai ampiamente riconosciuto che la qualità dell’acqua può subire alterazioni significative proprio in questa fase. I rischi possono essere di tre tipi:

  1. Pericoli biologici: vecchie tubature, serbatoi di accumulo non manutenuti o fenomeni di stagnazione (acqua ferma) possono favorire la formazione di biofilm e la proliferazione di microrganismi. Tra questi, la più nota è la Legionella, un batterio che prolifera in condizioni di acqua stagnante. Gli ambienti più a rischio sono strutture ricettive stagionali come hotel o case vacanze, dove lunghi periodi di chiusura (diversi mesi) creano condizioni ideali per la sua crescita. In ambito domestico, il rischio è generalmente inferiore, ma può verificarsi in presenza di tubature inutilizzate o di “rami morti” dell’impianto idrico ancora collegati alla rete. La trasmissione avviene principalmente tramite inalazione di aerosol contaminati.
  2. Pericoli chimici: materiali non idonei o obsoleti possono rilasciare sostanze nocive. Il caso più comune è quello delle vecchie tubature in piombo, ma anche la corrosione può rilasciare metalli. Inoltre, una cattiva gestione di eventuali trattamenti interni (ad es. addolcitori) può alterare la composizione chimica dell’acqua.
  3. Pericoli fisici: il distacco di sedimenti, ruggine o calcare dalle pareti interne delle tubazioni può causare torbidità, alterando il colore e il sapore dell’acqua e, potenzialmente, veicolando microrganismi.

Una nuova era di responsabilità: il D.Lgs 18/2023 e la figura del GIDI

Il nuovo D.Lgs 18/2023 ha recepito le più recenti direttive europee, introducendo un approccio basato sulla valutazione e gestione del rischio (in linea con i Piani di Sicurezza dell’Acqua – PSA) e definendo una nuova figura chiave: il GIDI (Gestore della Distribuzione Idrica Interna).

Quando è necessario il GIDI?

La normativa identifica edifici prioritari dove la figura del GIDI diventa obbligatoria, secondo una classificazione precisa:

  • Strutture sanitarie e socio-sanitarie (categoria B): ospedali, centri riabilitativi e socio-assistenziali
  • Strutture ricettive (categoria C1): alberghi, agriturismi e aeroporti
  • Ristorazione pubblica e collettiva (categoria C2): mense aziendali, pubbliche, private e scolastiche
  • Edifici pubblici e istituti (categoria E – edifici prioritari): condomini, uffici, scuole e attività commerciali

Per queste strutture prioritarie, il GIDI è il soggetto responsabile del sistema idrico interno e ha l’obbligo formale di:

  • Valutare e gestire i rischi del proprio impianto
  • Adottare misure preventive e correttive per garantire la qualità dell’acqua
  • Garantire la conformità dei materiali e la corretta manutenzione

Questo significa che l’amministratore di condominio (negli edifici prioritari di categoria E) non è più soltanto un gestore delle spese, ma un vero e proprio garante della sicurezza idrica per i residenti. Allo stesso modo, il dirigente scolastico diventa responsabile della sicurezza dell’acqua erogata agli studenti.

La catena delle responsabilità in sintesi

Per fare chiarezza, ecco chi è responsabile e per quale tratto del percorso dell’acqua:

  • Ente Gestore dell’Acquedotto: garantisce la qualità dell’acqua dalla fonte fino al contatore dell’edificio.
  • Proprietario di abitazione privata: è responsabile della manutenzione e della sicurezza dell’impianto idrico interno, dal contatore fino a ogni singolo rubinetto della propria abitazione.
  • GIDI negli edifici prioritari (amministratore di condominio, dirigente scolastico, responsabile di struttura sanitaria o ricettiva): ha la responsabilità legale della rete idrica interna dell’edificio, comprese le parti comuni, i serbatoi e le autoclavi. Negli edifici con più unità abitative, la responsabilità si estende fino al punto di allaccio dei singoli appartamenti; nelle strutture pubbliche e commerciali prioritarie (categorie B, C1, C2, E), copre l’intero sistema fino ai punti di erogazione.
  • Titolare di pubblico esercizio (OSA – Operatore del Settore Alimentare): è responsabile dell’impianto idrico interno della propria attività. Questo vale per ristoranti, bar, mense e tutte le attività che manipolano alimenti. Se l’acqua viene trattata (filtrazione, gasatura, ecc.), l’OSA deve garantirne la sicurezza secondo le normative HACCP.
  • Ente pubblico che gestisce case dell’acqua o fontanelle pubbliche: come GIDI, è responsabile dell’installazione, manutenzione e sicurezza di questi impianti sul proprio territorio.

DKR: il partner strategico per la gestione dell'”ultimo miglio”

Mentre la responsabilità del proprietario di casa si limita alla sfera privata, è proprio negli ambiti condominiali, pubblici e commerciali che la nuova normativa introduce obblighi legali precisi e sanzionabili. Ed è qui, dove la gestione della qualità dell’acqua diventa una responsabilità formale e non più soltanto una buona pratica, che DKR interviene come partner strategico per  gli OSA (Operatori del Settore Alimentare).

Il nostro ruolo è supportare specificamente queste figure nel loro nuovo e complesso incarico, attraverso un approccio duplice:

  • Fornire la tecnologia adeguata: i nostri sistemi – che includono erogatori per ufficio e settore Horeca, distributori d’acqua per scuole e le già citate case dell’acqua – sono progettati per agire come una barriera di sicurezza finale. Installati al punto d’uso, garantiscono che l’acqua erogata sia sempre eccellente, eliminando eventuali contaminanti rilasciati dall’impianto interno e tutelando così il gestore da ogni rischio.
  • Offrire competenza e supporto normativo: aiutiamo i nostri clienti (come i titolari di attività Horeca, dirigenti scolastici ed enti pubblici) a comprendere e adempiere ai loro nuovi obblighi. Forniamo consulenza per la stesura dei piani di autocontrollo HACCP, definiamo programmi di manutenzione certificati e tracciabili, e garantiamo che ogni impianto funzioni sempre al massimo della sua efficacia, nel pieno rispetto della legge.

La qualità dell’acqua è una responsabilità condivisa. Grazie a un quadro normativo sempre più attento, oggi è possibile garantire la massima sicurezza in ogni fase del suo viaggio. Scegliere un partner come DKR significa prendere il controllo dell'”ultimo miglio” nei contesti di erogazione pubblica, trasformando un obbligo di legge in una garanzia di eccellenza per i propri cittadini, dipendenti, studenti e clienti.

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