Il ghiaccio secco è uno strumento versatile e sicuro, purché si conoscano i rischi e si rispettino le corrette procedure d’uso. Questa guida completa illustra i tre principali pericoli (ustioni da freddo, accumulo di CO₂ e sovrapressione), le modalità corrette di manipolazione con i dispositivi di protezione individuale necessari, le regole per una conservazione e un trasporto sicuri e le procedure di primo soccorso in caso di contatto accidentale. Con la giusta consapevolezza e le precauzioni appropriate, il ghiaccio secco può essere utilizzato in totale sicurezza in ambito professionale e privato.
La sicurezza del ghiaccio secco è fondamentale: questo materiale affascina e stupisce. La sua iconica nebbia bianca e la capacità di raffreddare istantaneamente lo rendono uno strumento potente in molti settori, dalla logistica alla ristorazione.
Tuttavia, la sua temperatura estrema (-78,5°C) richiede consapevolezza e corrette procedure d’uso. La risposta alla domanda “il ghiaccio secco è pericoloso?” è semplice: no, se maneggiato con conoscenza e rispetto.
In DKR – Partner SIAD, la sicurezza è parte integrante del servizio: oltre a fornire ghiaccio secco di alta qualità, condividiamo tutte le informazioni necessarie per un utilizzo sicuro e responsabile.
Conoscere i rischi è il primo passo per evitarli. I pericoli legati al ghiaccio secco sono tre, tutti facilmente gestibili con le giuste precauzioni.
Il ghiaccio secco è estremamente freddo e un contatto prolungato con la pelle può provocare un’ustione da freddo simile a quella causata da un oggetto rovente.
Un contatto breve e non prolungato, invece, non comporta rischi significativi, pur essendo sempre consigliato l’uso di guanti isolanti.
Per prevenire qualsiasi rischio, evitare il contatto diretto prolungato e utilizzare guanti criogenici durante la manipolazione.
Il ghiaccio secco non si scioglie ma sublima, trasformandosi direttamente in anidride carbonica (CO₂) gassosa.
Poiché la CO₂ è più pesante dell’aria, in ambienti chiusi e non ventilati può sostituire l’ossigeno, provocando mal di testa o difficoltà respiratorie.
Il rischio è irrilevante in ambienti aperti o normalmente ventilati, come magazzini o laboratori.
È quindi importante assicurare una buona aerazione, soprattutto in locali piccoli o durante il trasporto.
Durante la sublimazione, 1 kg di ghiaccio secco genera circa 500 litri di gas CO₂.
Se conservato in un contenitore ermetico (ad esempio bottiglie, barattoli o freezer non ventilati), la pressione può aumentare fino a far esplodere il contenitore.
Per sicurezza, non sigillare mai completamente il ghiaccio secco: utilizzare sempre contenitori idonei e ventilati.

Conservare il ghiaccio secco in contenitori isolanti ma non ermetici, come quelli in polistirolo espanso (EPS) o poliuretano.
Questi rallentano la sublimazione ma permettono al gas di fuoriuscire in modo sicuro.
Non conservarlo mai in un freezer domestico non ventilato, poiché la temperatura può danneggiare il termostato e la CO₂ accumulata può creare pressione.
La temperatura ideale di stoccaggio è compresa tra -60°C e -80°C.
Durante il trasporto, posizionare il contenitore nel vano di carico o nel bagagliaio, evitando il contatto diretto con l’abitacolo.
Garantire sempre una ventilazione adeguata, lasciando un finestrino socchiuso per permettere il ricambio d’aria.
Il ghiaccio secco è uno strumento estremamente utile e sicuro se utilizzato in modo consapevole.
DKR – Partner SIAD supporta i propri clienti con prodotti di qualità e indicazioni chiare per un utilizzo responsabile, nel pieno rispetto delle normative e della sicurezza operativa.